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Lenti a contatto per i bambini

by Marina Salbitano last modified 2009-02-06 13:48

Le lenti a contatto, al contrario di quanto si possa pensare, sono applicabili anche nella fase pediatrica. In caso di cataratta congenita, sono addirittura obbligatorie. Le nuove tecnologie nel campo optometrico, hanno sviluppato lenti ad alta tollerabilità, ideali per gli occhi dei bambini.

A cura di Roberto Cattaneo

È importante proteggere sempre l’apparato visivo, specie quando è ancora in sviluppo. Spesso, però, i bambini si rifiutano di indossare gli occhiali in quanto scomodi e fastidiosi soprattutto nel momento del gioco. Diversamente da quanto credono in molti, anche i bambini al di sotto dei tre anni possono utilizzare le lenti a contatto. Non solo non esistono controindicazioni al loro impiego, ma addirittura il loro uso è obbligatorio per i neonati operati al secondo o terzo mese di vita per cataratta congenita. Tale credenza dipende dal fatto che le prime lenti a contatto erano molto piccole, rigide, e richiedevano un lungo periodo di adattamento, ma oggi le lenti morbide e lo sviluppo di geometrie e materiali nuovi hanno allargato anche ai più piccoli la possibilità di usare le lenti.

Sicuramente è importante che il bambino stesso accetti le lenti. Un buon punto di partenza possono essere le lenti “usa e getta” che sono ottime anche perché non richiedono una particolare cura: la manualità di un bambino, e quindi la gestione delle lenti, infatti, non è di certo ottimale, di conseguenza le lenti usa e getta evitano fastidi al genitore senza che il bambino corra il rischio di infezioni oftalmiche. Attraverso le lenti usa e getta sarà possibile valutare se il bambino gradisce e tollera le lenti e poi, se i risultati saranno positivi, si potrà passare alle lenti morbide tradizionali. In ogni caso, dopo il sesto compleanno, il bambino è in grado di suggerire ai genitori qual è il tipo di lente che gli crea meno disturbi. Dunque in mancanza di controindicazioni e se il bambino è in grado di provvedere autonomamente alla gestione delle proprie lenti, non ha alcun senso aspettare e ritardare l’inizio della prevenzione.

Il bambino deve imparare a non abusare dell’utilizzo delle lenti e ad averne cura per evitare il rischio di infezioni. Inoltre è importante che venga seguito dal medico oculista, che prescriverà le lenti più idonee e verificherà che vengano osservati regolarmente i tempi di sostituzione delle lenti. Il bambino, poi, deve essere seguito dal contattologo periodicamente, per misurare i parametri corneali che portano a rivalutare le curvature geometriche delle lenti a contatto. Dopo i 7 anni d’età, l’occhio ha ormai assunto una struttura definitiva ed i parametri contattologici sono quindi equivalenti a quelli dell’adulto.

Anche le lenti ortocheratologiche (che indossate di notte cambiano la forma degli occhi permettendo di vedere bene di giorno) possono essere utilizzate nei bambini a condizione, naturalmente, che non insorgano problemi sia sotto il profilo oculare che da un punto di vista pratico di manipolazione e gestione. Prima si cominciano ad usare, prima si inizia la prevenzione ed è senz’altro consigliabile prevenire eventuali e probabili peggioramenti della miopia con lenti a contatto ortocheratologiche per tutto il periodo a rischio (fino a circa 20-25 anni).

È giusto ribadire, comunque, che l’utilizzo delle lenti a contatto nei bambini è possibile se e solo se il bambino stesso le accetta e che è sbagliato che siano i genitori ad imporne l’uso.

 

 

 

 

 

 


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